Progetto di ristrutturazione della canonica

I lavori di ristrutturazione della canonica stanno procedendo celermente, la prossima settimana sarà attivata la centrale termica che riscalderà anche la basilica. Il piano interrato è ormai concluso, si sta lavorando al piano rialzato e sono iniziati i lavori di demolizione e consolidamento del secondo piano. Al momento il quadro economico del progetto è il seguente:

Costo complessivo del progetto: 1.265.870,54 euro

Contributi CEI e Regione: 909.504,19 euro

Fondo parrocchiale: 90.000,00 euro

Entrate da donazioni: 12.848,00 euro

Residuo da reperire: 253.518,35 euro

Entrate da prestiti infruttiferi: 75.500,00 euro

Dal punto di vista economico, se la cifra dei prestiti infruttiferi ci permette di fronteggiare le prime spese, certamente le donazioni al momento sono “deludenti” (12.848,00 euro). La parrocchia non ha altre entrate che le offerte e speriamo che tutta la parrocchia, per quanto è possibile a ciascuno, sostenga il progetto. Visto che i prestiti infruttiferi devono essere restituiti, la situazione attuale ci obbliga ad accendere un mutuo per coprire i 253.518,35 euro di disavanzo.

Per ridurre i costi del mutuo stiamo cercando di accelerare la vendita della casa Rosi. Alcune trattative sono avviate, chiuderemo la raccolta di proposte d’acquisto entro lunedì 4 dicembre. Per chi è interessato: il prezzo di vendita della casa Rosi è di 135.000 euro trattabili (www.immobiliarecalidori.it – tel. 3357683400).

Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere i progetti della nostra parrocchia!

I consigli pastorale e affari economici

Scarica il file per conoscere il progetto e i modi per sostenerlo:

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Migranti: non si può restare indifferenti

Risultati immagini per 50 migranti ong guardia costiera libica

di Roberto Saviano in La Repubblica del 6 novembre 2017

I 26 cadaveri di donne che sono arrivati domenica a Salerno sulla nave militare spagnola Cantabria carica di migranti dimostrano che la strategia dell’Europa per il controllo dell’immigrazione non funziona. Questi 26 corpi si aggiungono alle 8 salme arrivate sabato nel porto di Reggio Calabria (tra di loro, 5 erano donne) insieme a un altro sbarco di migranti. Nel giro di due giorni, quindi, sono arrivate in Italia 31 donne morte mentre tentavano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Gli accordi con la Guardia costiera libica (tra i cui capi vi sono trafficanti secondo la denuncia delle Nazioni Unite) non solo non hanno salvato vite umane, ma non hanno fermato nemmeno gli sbarchi. Basta ripercorrere a ritroso le ultime ore per rendersene conto.

Lunedì sono annegati 50 migranti dopo un naufragio a 30 miglia dalle coste libiche. Domenica scorsa è sbarcata a Salerno una nave con 375 migranti (259 maschi, anche bambini, e 116 donne, di cui 9 in avanzato stato di gravidanza) oltre a 26 cadaveri di donne di nazionalità presumibilmente nigeriana, morte durante la traversata su un gommone, tra violenze e abusi, vittime due volte perché più deboli degli uomini. Sabato a Reggio Calabria è sbarcata una nave della Guardia costiera con a bordo 764 migranti (555 uomini, 97 donne, 112 minori) e 8 cadaveri (5 donne e 3 uomini). I migranti provengono da Pakistan, Somalia, Eritrea, Nigeria, Sudan, Libia, Bangladesh, Ciad, Guinea, Algeria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Nepal, Marocco, Ghana, Camerun, Kenya, Niger, Senegal, Sierra Leone, Etiopia, Sri Lanka, Yemen, Siria, Giordania e Libano. Venerdì 3 novembre la nave Aquarius di Medici senza frontiere ha scaricato a Vibo Marina quasi 600 migranti provenienti da Africa sub-sahariana, Eritrea e Somalia (tra cui 111 donne di cui 15 incinte e 90 minori non accompagnati di cui 20 presentano segni evidenti di maltrattamenti subiti durante la prigionia nelle carceri libiche).

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