Francesco in Cile e Perù: ecco il programma del viaggio

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in www.avvenire.it del 10 gennaio 2018

Condividere l’annuncio della pace e confermare nella speranza: sarà questo il senso del viaggio che il Papa si appresta a compiere in Cile e in Perù dal 15 al 22 gennaio. A sottolinearlo è lo stesso papa Francesco in un video messaggio inviato alle popolazioni dei due Paesi. 

La prima tappa è il Cile: il Papa – si legge sul programma ufficiale della trasferta pubblicato in serata dalla Sala Stampa vaticana – partirà lunedì 15 gennaio alle 8 del mattino dall’aeroporto di Roma-Fiumicino in direzione Santiago, dove arriverà intorno alle 20.10 nell’aeroporto internazionale. Dopo una settimana di viaggio, il rientro a Roma è previsto per le 14.15 (ora italiana) di lunedì 22 gennaio.

Tra i momenti fondamentali del viaggio in Cile e Perù va ricordato l’incontro con le popolazioni mapuche cilene e in particolare la Messa che il Papa celebrerà a Temuco, in Cile mercoledì 17 gennaio per i popoli indigeni della regione. Leggendo il messale delle celebrazioni in America Latina, in una delle preghiere dei fedeli si pregherà per il popolo mapuche– in lotta in Cile e in Argentina per la salvaguardia della propria identità – con queste parole: “Dio onnipotente ed eterno, ti preghiamo per i nostri popoli indigeni e in particolare per il nostro popolo mapuche, perché fedele alla sua cultura e alle sue tradizioni, contribuisca con la sua sapienza ancestrale al vero sviluppo della nostra regione”. 

Mentre in Perù, uno degli incontri principali del viaggio in Sud Americasarà a Puerto Maldonado: lì papa Francesco per la prima volta entrerà in contatto con le comunità dell’Amazzonia: alle 10 di venerdì 19 gennaio dopo i saluti previsti, il Papa riceverà anche espressioni di affetto dall’infanzia missionaria e dai leader indigeni. Verso le 11 ci sarà l’atteso incontro con le comunità native. Papa Francesco ascolterà le comunità e rivolgerà loro un messaggio di incoraggiamento, solidarietà e speranza.

 

Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace

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Messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace

1. Augurio di pace

Pace a tutte le persone e a tutte le nazioni della terra! La pace, che gli angeli annunciano ai pastori nella notte di Natale, è un’aspirazione profonda di tutte le persone e di tutti i popoli, soprattutto di quanti più duramente ne patiscono la mancanza. Tra questi, che porto nei miei pensieri e nella mia preghiera, voglio ancora una volta ricordare gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati. Questi ultimi, come affermò il mio amato predecessore Benedetto XVI, «sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace». Per trovarlo, molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, a subire fatiche e sofferenze, ad affrontare reticolati e muri innalzati per tenerli lontani dalla meta.

Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale.

Siamo consapevoli che aprire i nostri cuori alla sofferenza altrui non basta. Ci sarà molto da fare prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura. Accogliere l’altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un’attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi già esistenti, nonché delle risorse che sono sempre limitate. Praticando la virtù della prudenza, i governanti sapranno accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, «nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, [per] permettere quell’inserimento». Essi hanno una precisa responsabilità verso le proprie comunità, delle quali devono assicurare i giusti diritti e lo sviluppo armonico, per non essere come il costruttore stolto che fece male i calcoli e non riuscì a completare la torre che aveva cominciato a edificare.

[Altro…]

Progetto di ristrutturazione della canonica

I lavori di ristrutturazione della canonica stanno procedendo celermente, la prossima settimana sarà attivata la centrale termica che riscalderà anche la basilica. Il piano interrato è ormai concluso, si sta lavorando al piano rialzato e sono iniziati i lavori di demolizione e consolidamento del secondo piano. Al momento il quadro economico del progetto è il seguente:

Costo complessivo del progetto: 1.265.870,54 euro

Contributi CEI e Regione: 909.504,19 euro

Fondo parrocchiale: 90.000,00 euro

Entrate da donazioni: 20.058,00 euro

Residuo da reperire: 241.308,35 euro

Entrate da prestiti infruttiferi: 75.500,00 euro

Dal punto di vista economico, la cifra dei prestiti infruttiferi e delle donazioni ci permette di fronteggiare le prime spese. La parrocchia non ha altre entrate che le offerte e speriamo che tutta la parrocchia, per quanto è possibile a ciascuno, sostenga il progetto. Visto che i prestiti infruttiferi devono essere restituiti, la situazione attuale ci obbliga ad accendere un mutuo per coprire i 241.308,35 euro di disavanzo.

Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere i progetti della nostra parrocchia!

I consigli pastorale e affari economici

Scarica il file per conoscere il progetto e i modi per sostenerlo:

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