#andràtuttobene?

“Andrà tutto bene” scrivono i bambini sui balconi.

E’ giusto e anche bello, perché è un messaggio che ti fa spuntare un sorriso, quell’arcobaleno comunica fiducia e speranza.

Ti fa pensare agli abbracci che potremo darci quando sarà tutto finito.

Non c’è immagine più eloquente dell’arcobaleno, perché questa striscia di colori spunta in cielo proprio quando il cattivo tempo sta per finire, segna l’ora in cui riappare il sole.

Ma poi penso: “Bello, sì, ma sarà poi vero?”

Se l’arcobaleno annuncia la fine del maltempo, oggi però – per restare nella metafora – siamo ancora in mezzo alla tempesta. Cupi nuvoloni ricoprono ancora il cielo e il livello dell’acqua sale. Ci vien detto di restare al primo piano, di non scendere nei piani allagati, perché andrà tutto bene…

E’ solo un messaggio ingenuo e consolatorio, suggerito dal desiderio di vivere con meno angoscia questi giorni di quarantena o dice qualcosa di vero?

Insomma ce la stiamo raccontando oppure questo hastag racconta la verità?

Ci ho riflettuto e ora ne sono convinto: sì, è proprio così!

Non ho la sfera di cristallo, non seguo le curve statistiche, neanche ritengo lecite le affermazioni che gli effetti delle epidemie sono sempre stati così, perché questo virus non è come i precedenti e si comporta diversamente.

Rifiuto anche l’atteggiamento fideistico di chi si sente immune dai virus per una speciale protezione celeste. Il coronavirus segue le leggi della natura, fissate dal Creatore. Dio fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti (Mt 5,45). Se il livello dell’acqua sale, sale per tutti. E malattie o eventi naturali non sono punizioni divine: quando raccontano a Gesù di alcune disgrazie avvenute, lui risponde che, se ha qualcuno è crollato addosso qualcosa, non è più colpevole degli altri (cfr. Lc 13,1-5).

Allora perché possiamo dire che andrà tutto bene?

Innanzitutto perché questo messaggio, nel momento stesso in cui invita a pensare agli altri (ai piccoli chiusi in casa, alle persone che rischiano il posto di lavoro, ai nonni che rischiano la vita, ai medici e agli infermieri che stanno al fronte), può già cambiare qualcosa, perché ci rende più responsabili verso gli altri.

I gesti irrazionali dettati dall’ansia e i comportamenti incoscienti generati dalla dabbenaggine o dal menefreghiamo ignorano #andràtuttobene. Chi, invece di infondere senso civico, vuol suscitare allarmismi isterici, fa speculazioni politiche o economiche.

#andràtuttobene, quindi, non per fatalismo, ma per coscienza e responsabilità civile, per quella fede autentica che si trasforma in carità fraterna.

#andràtuttobene davvero se, chi lo scrive sui balconi (fosse anche ingenuo come un bambino), lo fa perché sa che non deve uscire di casa; e, al tempo stesso, pensa a chi sta correndo per occuparsi della vita di altri o per salvarla.

#andràtuttobene è vero, se è la consapevolezza che posso rinunciare a qualcosa di buono, come abbracciare i nonni, o di bello, come una passeggiata, a una cosa utile, come la scuola, o che riempie di senso e di forza interiore, come la messa… per il bene degli altri.

#andràtuttobene è la speranza che nasce dalla fede e porta ad amare il prossimo.

#andràtuttobene può ben tradurre un bellissimo testo di San Paolo: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, il pericolo…? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati (Rm 8,35.37).

Dio ci è vicino anche nelle tribolazioni, nelle angosce, nei pericoli. Li possiamo affrontare perché Dio ci ama, non ha ritirato il suo braccio, non ha smesso di pensare a noi. E continua ad aprire il nostro sguardo alle necessità degli altri, a darci la forza di fare il bene.

#andràtuttobene veramente perché Dio è fedele. L’immagine dell’arcobaleno è quella che, meglio di ogni altra icona, rappresenta la fedeltà di Dio. E’ Dio stesso che, quando il diluvio è finito e le acque si sono ritirate dalla faccia della terra, pone il suo arco sulle nubi come segno della sua fedeltà all’alleanza.

Dio disse: “Io stabilisco la mia alleanza con voi:

non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio,

né il diluvio devasterà più la terra.
Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi
e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future.
Pongo il mio arco sulle nubi,
perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra.
Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi,
ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi
e ogni essere che vive in ogni carne,
e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne.
L’arco sarà sulle nubi, e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna
tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra”.

Dio guarda gli arcobaleni dei bambini appesi alle finestre e sui balconi, e sorride.

I nostri bambini ci ricordano che Dio è fedele.

Anche le acque di questo diluvio si ritireranno.