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Insieme a don Luca per un nuovo cammino

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Giovedì sera (24 agosto) don Fabrizio ha comunicato ai consigli pastorale e affari economici il nome del prete che lo sostituirà. Come però ha ricordato don Fabrizio, il vero annuncio riguarda soprattutto un nuovo progetto proposto dal vescovo alla nostra parrocchia.  Don Erio, infatti, in questi mesi si è messo molto in ascolto della nostra comunità e, in particolare, è rimasto molto colpito dalla lucidità della lettera ricevuta dal consiglio pastorale e dal modo in cui la parrocchia si è posta in questo tempo (senza pretese, impostando un dialogo costruttivo).

Di fronte a questo, don Erio ha pensato che la parrocchia di San Cesario sia pronta per un passaggio che anche le altre parrocchie nei prossimi anni dovranno vivere, un modo diverso di concepire il rapporto con il proprio prete. Il vescovo ci chiede di sviluppare il progetto di parrocchia che abbiamo costruito in questi anni, un nuovo progetto che prevede una parrocchia non pretocentrica ma tutta corresponsabile, una parrocchia che non pretende dal prete l’erogazione di servizi ma che desidera e ricerca insieme al prete la condivisione di un cammino di fede. Un cammino in cui il prete aiuta la comunità e allo stesso tempo la comunità aiuta il prete.

Ci sarà dunque un prete, che camminerà insieme alla nostra comunità, ma lo farà non con il vecchio ruolo di parroco, ma con quello più flessibile di amministratore parrocchiale. Il prete che è stato scelto per questo ruolo e questa nuova avventura lo conosciamo bene: è don Luca Palazzi. Luca sarà amministratore della parrocchia. Se la parola “amministrazione” a noi può sembrare troppo fredda e burocratica, in realtà ha un’origine molto bella: in latino significa “mettersi a servizio per”. È proprio questo il nuovo modello: non un prete padrone, nemmeno un prete che fa tutto, ma un fratello che cammina accanto e che si rende disponibile per alcuni servizi fondamentali, lasciando che sia la comunità a esprimere tante altre ministerialità.

Don Luca vive insieme a don Fabrizio nella comunità presbiterale dei Santi Basilio e Gregorio. Tutti abbiamo avuto modo di conoscere le sue qualità: ha 46 anni, è laureato in giurisprudenza e specializzato in liturgia, docente presso l’istituto di scienze religiose. Luca è stato prima vicedirettore e poi direttore dell’ufficio catechistico diocesano, servizio che ha concluso quest’estate. Le sue competenze e la sua sensibilità ci aiuteranno certamente a continuare e sviluppare il cammino di rinnovamento iniziato in questi anni.

Luca è un prete disabile: proprio nella prospettiva di una parrocchia tutta corresponsabile, in cui il prete non è al centro di tutto, il suo limite è certamente un’occasione di crescita per tutta la comunità. Il rischio di sedersi e di delegare tutto al parroco o a pochi è sempre molto forte: la presenza di Luca obbligherà la comunità parrocchiale ad un passo avanti nel protagonismo laicale.

La sua presenza ci aiuterà a riflettere su che cosa è davvero essenziale in una comunità parrocchiale e su quello che chiediamo/pretendiamo da un prete (tante volte ad un prete chiediamo tutto, anche servizi che non sono assolutamente essenziali).

Luca inizierà il suo servizio domenica 16 settembre nella messa delle ore 11:00. La messa sarà presieduta dal vescovo, che tornerà mercoledì 19 settembre alle ore 21:00 per incontrare insieme a don Luca la comunità parrocchiale e per presentare in modo dettagliato questo nuovo progetto.

Proprio perché si tratta di un percorso nuovo, il vescovo in accordo con Luca ha previsto che a giugno 2019 si verifichi il cammino compiuto e la sperimentazione avviata. Al termine dell’anno pastorale si verificherà come l’esperienza potrà continuare e quali saranno i nuovi bisogni della comunità e, naturalmente, di don Luca.

Infine la venuta di Luca rivela che le nostre strutture, in particolare la nostra canonica, devono essere accessibili a tutti, anche ai disabili e alle mamme con bimbi in carrozzina. Per questo motivo saranno necessarie delle modifiche ai nostri edifici: in particolare sarà necessario un percorso che permetta ad una carrozzina di raggiungere facilmente non solo la basilica, ma anche la canonica.

Il nuovo modello di parrocchia che il vescovo ci propone, proprio perché non pretende dal prete l’erogazione di servizi, non prevede un prete tuttofare e sempre presente. Prevede invece la presenza di laici che non siano comparse ma protagonisti, laici capaci di assumersi responsabilità importanti e di prendersi cura anche delle questioni più pratiche.

Certamente la proposta del vescovo è molto seria e impegnativa, ma allo stesso tempo è segno di grande fiducia nella nostra comunità: una fiducia che non vogliamo tradire.

                                                                                                 Il consiglio pastorale parrocchiale

Il Papa ai giovani: la Chiesa senza testimonianza è soltanto fumo

di Iacopo Scaramuzzi in “La Stampa Vatican Insider” dell’11 agosto 2018

«La Chiesa senza testimonianza è soltanto fumo»: papa Francesco incontra al Circo Massimo 70mila giovani giunti a Roma da tutta Italia e li esorta a seguire «grandi sogni» nella vita, a vivere l’amore senza «però» e ad evitare il clericalismo, «perversione della Chiesa», uscendo da sé e andando incontro agli altri e così testimoniando concretamente la fede.

Il Papa ha risposto alle domande che gli hanno posto alcuni dei giovani arrivati da circa duecento diocesi italiane in occasione dell’evento promosso dalla Conferenza episcopale italiana «Per mille strade verso Roma».

Dario, infermiere in un istituto di cure palliative, aveva detto: «Per i giovani non sono più sufficienti le “imposizioni” dall’alto, a noi servono delle prove e una testimonianza sincera di Chiesa che ci accompagni e ci ascolti per i dubbi che la nostra generazione quotidianamente si pone». Tante volte, ha detto Jorge Mario Bergoglio, «le risposte positive non possono darsi con le parole, si devono dare rischiando se stessi nella testimonianza. Dove non c’è testimonianza non c’è lo Spirito Santo. Dei primi cristiani si diceva: “guardate come si amano”, perché la gente vedeva la loro testimonianza. Essere cristiano – ha proseguito il Papa – non è uno status qualificato nella vita… Dobbiamo scegliere la testimonianza. Una volta – ha detto ancora il Pontefice argentino – in un pranzo con i giovani a Cracovia un ragazzo mi ha detto: “Ho un problema, ho un compagno agnostico, cosa devo dirgli per fargli capire che la nostra è la vera religione?” Io ho detto: “Caro, l’ultima cosa che devi fare è dirgli qualcosa, incomincia a vivere come cristiano e sarà lui a chiederti perché vivi così”», ha detto il Papa tra gli applausi dei ragazzi.

Dario ha parlato degli «inutili fasti e i frequenti scandali» che «rendono ormai la Chiesa poco credibile ai nostri occhi»: «Lo scandalo di una Chiesa formale, non testimone», ha chiosato il Papa, «lo scandalo di una Chiesa chiusa che non esce. Tutti i giorni ciascuno deve uscire da se stesso, sia contento o triste, per carezzare gli ammalati, per andare verso gli altri, andare al di là delle frontiere che mi danno sicurezza. Tante volte Gesù bussa alla porta da dentro di noi perché lo lasciamo uscire, perché senza testimonianza lo teniamo prigioniero delle nostre formalità delle nostre chiusure, del nostro egoismo, del nostro modo di vivere clericale. Il clericalismo, che non è solo dei chierici ma tocca tutti noi, è una perversione della Chiesa. Cari giovani – ha concluso – la Chiesa senza testimonianza è soltanto fumo».

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Progetto di ristrutturazione della canonica

Situazione economica lavori canonica

I lavori della canonica stanno volgendo alla conclusione. La sistemazione dei muri esterni è ormai completata e le impalcature sono state rimosse. È iniziata anche la realizzazione dei controsoffitti in cannicciato. Ultimati i controsoffitti, inizierà la pavimentazione delle stanze interne. Successivamente verranno ultimati gli impianti e saranno tinteggiate le pareti. La conclusione dei lavori è prevista per fine settembre.

Per la copertura delle spese la parrocchia mercoledì 25 luglio ha acceso un mutuo chirografario di 120.000 euro. La durata del mutuo è di 15 anni, il tasso è del 2,5%. L’accensione di un mutuo è una scelta che impegna la nostra comunità non solo ora, ma anche nei prossimi anni.

Importo del mutuo: 120.000 euro

Durata: 15 anni

Numero rate: 180

Importo rata mensile: 800,15 euro

Come saprete la parrocchia non ha entrate, se non le offerte e le donazioni. Ricordiamo che è possibile sostenere i progetti parrocchiali lasciando un’offerta in basilica oppure effettuando un bonifico bancario:

– UNICREDIT (filiale san Cesario s/P), IBAN: IT54J0200866970000100924116

– BPER (agenzia San Cesario s/P), IBAN: IT61E0538766970000000300027

Le offerte non sono deducibili/detraibili.

Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere i progetti della nostra parrocchia!

                                                                                     I consigli pastorale e affari economici

Scarica il file per conoscere meglio il significato del progetto:

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Il crollo del Ponte Morandi: la voce della realtà, le vere priorità del paese

Risultati immagini per ponte morandidi Giuseppe Savagnone in www.Tuttavia.eu del 16 agosto 2018

Con il crollo del ponte Morandi, la realtà, in tutta la sua brutale evidenza, fa irruzione in questo delicato momento della nostra vita pubblica. Quella di Genova è una tragedia che – proprio perché non è una fatalità, ma il frutto di un intreccio inestricabile di interessi, incompetenze, errori umani – costringe gli italiani a ricordarsi, finalmente, che i problemi del nostro Paese nascono da disfunzioni e contraddizioni che non vengono dal di fuori, ma sono profondamente radicate nel nostro stesso tessuto sociale, politico, culturale.[…]

La realtà è una maestra severa, talvolta crudele, però sa come farsi ascoltare, e la sua voce è molto più potente del confuso chiacchiericcio dei social. Essa ci dice, in questo momento, che l’urgenza a cui non possiamo sottrarci è quella di un profondo rinnovamento etico e civile. Se ha ragione chi sostiene che dietro il crollo del ponte Morandi c’è una lunga storia di interessate omissioni, di ingiustificati privilegi, di ciniche speculazioni, e se questo non è un episodio isolato, ma il drammatico venire alla luce di uno stile diffuso di corruzione, che avvelena buona parte della nostra classe dirigente, il problema non è il cedimento materiale di una struttura, ma quello, più profondo, di una società e dei suoi valori.

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VERBALI CPP

L’ORATORIO

L’Oratorio nasce dalla comunità parrocchiale: è strumento e metodo per la formazione umana e cristiana delle giovani generazioni.

L’Oratorio, insieme alla famiglia, è pertanto il luogo privilegiato, anche se non l’unico, dell’educazione alla fede.

L’Oratorio è comunità che educa all’integrazione tra fede e vita, coinvolgendo responsabilità e capacità educative molteplici: sacerdoti, suore e laici, genitori ed educatori, catechisti, animatori, collaboratori. L’Oratorio assume vocazione missionaria divenendo luogo di proposta e dialogo, aprendosi alle domande ed ai bisogni dei giovani e dei ragazzi d’oggi. E’ contemporaneamente luogo di proposta e di risposta, di riflessione, d’esperienza e di crescita, ma anche comunità aperta ed impegnata nel territorio. Per far ciò, nella consapevolezza dell’utilità sociale del proprio compito, l’Oratorio cerca di dialogare con le altre realtà educative presenti sul territorio: in particolare con le famiglie, la scuola, i gruppi.

L’Oratorio è “laboratorio di evangelizzazione“, “cantiere” nel quale si progettano e si sperimentano iniziative con l’obbiettivo di annunciare, testimoniare, celebrare la vita di Cristo.

L’Oratorio, nell’educazione alla fede, tiene conto della gradualità della maturazione umana e cristiana e perciò non si limita a proporre la catechesi, ma offre una vasta gamma di attività, capaci di coinvolgere educativamente quante più persone è possibile, partendo dal diverso livello di maturazione umana e cristiana in cui ciascuno si trova. Le attività che l’Oratorio propone, per un’educazione globale della persona, vanno da quelle specificatamente formative a quelle ludiche, sportive o di altro genere. In tal modo, l’Oratorio non trascura nulla di ciò che può aiutare la persona a raggiungere in pienezza la maturità umana e cristiana.

Il nostro oratorio è in Corso Libertà 38 a San Cesario: ti aspettiamo!