Author Archives: don.fabrizio

I MEMBRI DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

In seguito alle elezioni del 25 e 26 ottobre 2025, il CPP per gli anni 2026-2029 è così composto:

REFERENTI PASTORALI

  • Palazzi Luca – Amministratore Parrocchiale
  • Cremonini Marta
  • Girotti Lorella
  • Lambertini Elisabetta 
  • Scurani Cristiana – verbalista
  • Scurani Veronica

CONSIGLIERI ELETTI DALL’ASSEMBLEA

  • Biondi Graziella
  • Roncaglia Silvia
  • Rosa Riccardo
  • Sighinolfi Mirella
  • Venturelli Paolo

Il Dio che viene

Il progetto pastorale per l’anno 2023-2024

Ogni anno il consiglio pastorale elabora un progetto pastorale parrocchiale tenendo conto della situazione della parrocchia e delle indicazioni diocesane ed ecclesiali. Con la festa della comunità abbiamo iniziato a riflettere sulla pazienza come capacità di attendere i frutti e vivere il tempo di Dio e con Dio in modo differente.

Di seguito puoi scaricare il progetto pastorale parrocchiale per l’anno 2023-2024:

Di seguito puoi scaricare i progetti pastorali degli anni precedenti:

Il consiglio pastorale parrocchiale

1. Che cosa sono CPP e il CPAE. Sono organismi che esprimono e favoriscono in modo visibile ed attivo la comunione fraterna, la corresponsabilità e la collaborazione di tutti i fedeli, la missionarietà e la ministerialità della Chiesa. Sono i due organi di presidenza della comunità cristiana.
Il CPP è organismo di promozione e animazione dell’azione pastorale della parrocchia, nel rispetto della responsabilità di tutti. Il CPP si occupa della “pastorale”, cioè della vita e dell’attività della propria comunità cristiana: della catechesi, della liturgia, della carità, della pastorale familiare, della pastorale giovanile, della pastorale sociale, vocazionale, culturale e dei rapporti col territorio.
Il CPAE è organo di corresponsabilità dei fedeli con il parroco per l’amministrazione e la gestione dei beni della parrocchia. Scopo del CPAE è di utilizzare i beni e le strutture a disposizione della parrocchia per le sue finalità (liturgia, catechesi e carità) nella piena e sollecita attuazione delle iniziative promosse dal Consiglio Pastorale ed approvate dal parroco.
Il CPP e il CPAE restano in carica quattro anni. Ai “consiglieri” si chiede di essere cristiani non solo per anagrafe, ma di partecipare alla vita della comunità, di essere disponibili a lavorare insieme per il bene della parrocchia e a compiere un cammino di formazione permanente. Per essere eletti occorre aver compiuto i 18 anni (16 per chi elegge).

2. La loro collocazione all’interno della comunità. Il CPP e il CPAE non sono uno dei tanti “gruppi” della parrocchia: sono due organismi, cioè una struttura stabile, rappresentativi della comunità stessa. Al CPP tutti i soggetti particolari, tutti gli ambiti della comunità fanno riferimento, in particolare attraverso lo strumento del “programma pastorale” elaborato dal Consiglio stesso.

3. I caratteri del CPPe del CPAE. Il CPP e il CPAE sono:
– Consigli: i consiglio è uno dei sette doni dello Spirito Santo che il cristiano riceve nel battesimo e nella cresima. Di fronte alla complessità della vita odierna, una comunità cristiana, attraverso gli organismi di partecipazione, si rafforza nella capacità di discernere, di orientare, di progettare, di verificare la vita pastorale della propria comunità. Tradizionalmente questo compito si attua, in questi organismi di partecipazione, nella forma del «consigliare», del confrontarsi e del discernere: nella comunità cristiana non è questione di maggioranza o di minoranza, di vincere o di perdere, ma di capire quello che il Signore vuole da noi perché è Lui il protagonista e il pastore che vogliamo ascoltare e seguire.
– Rappresentativi della comunità cristiana. Ciascun consigliere non rappresenta una parte, il “suo” gruppo, ma opera guardando alla comunità intera (occorre superare il “criterio” della rappresentanza!).

4. Composizione del CPP
Il CPP è composto da:
– consiglieri membri per designazione delle equipe-gruppi (prima delle elezioni ogni gruppo-equipe elegge il responsabile dell’ambito specifico)
– consiglieri eletti dall’assemblea: l’assemblea liberamente indica i propri rappresentanti
– consiglieri di diritto (il parroco e se presenti, diaconi, un rappresentante dei religiosi o delle religiose)
– consiglieri cooptati dal cpp: il consiglio può cooptare una o più persone che non siano già state elette

5. Nomina del CPAE.
Come ricorda lo statuto diocesano, il consiglio affari economici non viene eletto dall’assemblea, ma nominato dal consiglio pastorale. Per le parrocchie superiori ai 3.000 abitanti: 4 o 6 consiglieri oltre al parroco.
Il CPAE di San Cesario è composto dal parroco e 6 consiglieri. Per mantenere collegamento e sintonia con le scelte pastorali del CPP, almeno 2 consiglieri del CPAE sono nominati tra i membri del CPP.

Giornalino parrocchiale

Il giornalino parrocchiale racconta la vita della comunità ed esce tre volte all’anno: a Pasqua, a settembre (in occasione della festa parrocchiale di San Luigi) e a Natale.

Di seguito puoi scaricare gli ultimi numeri del giornalino.

VERBALI CPAE

Amoris Laetitia: la chiesa non condanna il peccatore

http://www.camdendiocese.org/wp-content/uploads/2016/04/joyoflove_600.jpg

Leggi il documento: Amoris Laetitia

di Enzo Bianchi in “La Stampa” del 9 aprile 2016

Ritengo sia lo stile e l’impianto generale l’aspetto più importante nel valutare a caldo un testo di 250 pagine riguardo al quale molti, nell’opinione pubblica dentro e fuori la chiesa, parevano  interessati solo alla presenza o meno di poche righe su un paio di problematiche specifiche. Ed è anche l’aspetto più originale per un documento papale, come già ci aveva abituato papa  Francesco con la Evangelii gaudium e la Laudato si’. Frutto dell’ascolto e del discernimento da  parte del Papa dei dibattiti e dei testi emersi da due sinodi dei vescovi che hanno ritrovato la loro  natura di dialogo franco e fraterno, l’esortazione «sull’amore nella famiglia» riprende e  approfondisce il paziente lavoro, proprio dei pastori.

«È comprensibile – annota papa Francesco – che non ci si dovesse aspettare dal sinodo o da questa  esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico applicabile a tutti i casi» ma, piuttosto,  «un nuovo incoraggiamento a un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi  particolari» (§ 300). Così essa appare come il primo documento del magistero papale rivolto alla Chiesa universale presente ovunque nel mondo che non consegna un messaggio globalizzato, ma che tiene conto delle diversità delle aree culturali e della complessità degli itinerari di  umanizzazione percorsi dai popoli. Il messaggio del vangelo richiede sempre di essere inculturato,  come lo è stato già nei primi secoli: la Chiesa nell’annunciarlo deve quindi essere attenta alle  tradizioni, alle sfide, alle crisi presenti nei diversi luoghi.

Continue reading