l’imminente festa di Pentecoste sarà occasione di riunirci insieme per celebrare l’eucarestia. Assieme al Consiglio Pastorale e al Consiglio Affari Economici si è ritenuto opportuno celebrare due messe:
la prima, sabato 30 alle ore 19.00 in Basilica;
la seconda: domenica mattina alle 10.30 sul piazzale antistante la canonica.
Si ricorda che chi, per motivi di salute o per precauzione dovuta alla età, non si sentisse di partecipare alla messa, potrà seguirla in diretta attraverso il canale internet o può seguire una qualsiasi celebrazione in TV.
Tra coloro che intendono partecipare alla messa comunitaria, invitiamo coloro che non se la sentono di stare all’aperto alla domenica mattina, soprattuto le persone anziane, a venire sabato sera alle 19.00.
Ricordiamo infine di seguire tutte le norme igieniche necessarie e di lasciarsi guidare dai volontari che saranno all’ingresso della Basilica. Ricordiamo in particolare:
l’obbligo di indossare mascherina,
L’obbligo di igienizzare le mani
Di collocarsi nei posti predefiniti e non spostarsi per tutta la celebrazione. Le altre norme saranno ricordate prima dell’inizio della messa.
Potete scaricare il foglio per pregare a casa o per un piccolo momento di preghiera coi vostri figli.
come sapete, a partire dal 18 maggio scorso è possibile tornare a celebrare assieme, avendo sempre cura di rispettare le norme sanitarie per contenere il diffondersi del virus. Dobbiamo essere grati di questa ripartenza e viverla con rinnovata attenzione e premura. Anche relativamente alle celebrazioni, dobbiamo sempre ricordare che rispettare le norme sanitarie rappresenta un atto evangelico di cura e attenzione verso gli altri e verso se stessi.
Il nostro vescovo Erio ha scritto parole significative in questo senso che è prezioso condividere:
«Il Padre non ha avuto fretta di richiamare Gesù alla vita nuova. È passato un intero sabato, due notti e un giorno nel sepolcro, prima che il Figlio fosse glorificato. Stiamo vivendo anche questa dimensione di sabato santo planetario, attesa e speranza vissute nell’apprensione. La “fase due”, che si è aperta in alcuni paesi tra i quali il nostro, è affidata alla responsabilità di tutti; ma sarà certamente lunga e non priva di incertezze. Dovremo trasformare in stile di vita quelle pratiche ora nuove e piuttosto estranee alle nostre abitudini: mascherina, distanziamento, igienizzazione. Certamente dovremo convivere ancora a lungo con il virus e immaginare per un po’ di tempo una vita pastorale “ridotta”. Ma non dobbiamo avere fretta di “uscire dal sepolcro”, pur sapendo che la pietra sarà ribaltata. Come condividiamo il venerdì santo di tanti fratelli, così siamo chiamati a condividere il sabato. Sarebbe un’occasione sprecata vivere i prossimi mesi o anni cercando solo di “chiudere la parentesi” il prima possibile, perché tutto ritorni come prima. Cederemmo a quel comodo “si è sempre fatto così” dal quale papa Francesco ci ha messo in guardia (cf. Evangelii Gaudium 31). Chi è stato in qualsiasi modo colpito dal virus, direttamente o indirettamente, non tornerà certo come prima.»
Proprio per questo motivo, assieme al Consiglio Pastorale Parrocchiale e al Consiglio Affari Economici della comunità, abbiamo scelto di riprendere con gradualità le nostre celebrazioni. Non possiamo pensare che tutto torni velocemente come prima, come se nulla fosse accaduto, e pertanto dovremo imparare a celebrare con attenzione e pazienza per salvaguardare la salute di tutti.
Ricominceremo domenica 24 maggio, alle 10.30, radunandoci nello spazio adiacente la canonica per vivere un momento comunitario. Non celebreremo la messa, ma sarà comunque una celebrazione vissuta nell’ascolto della Parola di Dio, senza la distribuzione della comunione. Sarà un momento nel quale riscoprire i volti della comunità, riassaporare la proclamazione e l’ascolto condiviso della Parola di Dio, pregare come una unica voce attraverso salmi e invocazioni. Celebreremo all’aperto. Questo ci consentirà di avere più spazio a disposizione e maggiore circolazione dell’aria.
Sarebbe bello poter accogliere tutti, ma le norme ci impongono un numero massimo di posti per garantire la giusta distanziazione tra i partecipanti. Pertanto siamo invitati ad avere pazienza ed accettare con umiltà l’eventualità di non poter partecipare alla celebrazione qualora non ci fossero più posti disponibili. Anche in questo atteggiamento rispettoso e mite si esprime il nostro essere comunità.
Chi non si sente di partecipare per precarie condizioni di salute, o perché non se la sente ancora di raccogliersi con tante persone, potrà seguire la celebrazione attraverso la diretta-video trasmessa sul cellulare o sul computer. Le indicazioni per collegarvi alla diretta della celebrazione le trovate nel documento che potete scaricare cliccando qui.
Ricordiamoci che, anche da casa, possiamo vivere nella fede e nella comunione il giorno del Signore.
Chi intende partecipare alla celebrazione è invitato a presentarsi presso i due ingressi allo spazio celebrativo: uno su Corso Vittorio Veneto, l’altro su Corso Libertà. Gli ingressi saranno identificati da cartelli e dalla presenza di un volontario. Per favorire un ingresso paziente e regolamentato, siamo invitati a presentarci venti minuti prima (attorno alle 10.10).
Siamo invitati a scaricare il documento con le norme igieniche da seguire per partecipare alla celebrazione. Vi chiediamo di leggerle e di seguirle fedelmente per il bene di tutti. Il documento lo potete scaricare cliccando qui
Col tempo impareremo a celebrare con maggiore tranquillità e prenderemo più confidenza con queste norme igieniche.
Accogliamo con gratitudine questa opportunità di ritrovarci assieme a pregare.
A presto.
Il Consiglio Pastorale e il Consiglio Affari Economici
“…affiancati e cammina con tutti i disperati sulle strade di Emmaus e non offenderti se essi non sanno che sei tu ad andare con loro…e incendi i loro cuori. Con loro fermati, poiché si fa sera e la notte è buia e lunga, Signore” (D.M. Turoldo)
“O giorno del Signore, giorno eterno! Le porta della morte sono infrante e noi sorgiamo. Gesù per noi le tenebre sconfigge. Cristo è risorto!
Gesù, la nostra luce è tra di noi. Perché cercare ancora in mezzo ai morti colui che è vivo? L’Amore ormai ci canta in fondo al cuore. Cristo è risorto!”
Per pregare nel giorno della Resurrezione, scarica il testo-guida, cliccando qui.
Il video di Pasqua lo trovate sempre su questa pagina
Un disegno da colorare per i più piccoli. Lo trovate qui
Il Signore Risorto illumini la vosta vita e vi custodisca nel Suo amore.
In questa santissima notte, nella quale Gesù Cristo nostro Signore passò dalla morte alla vita, la Chiesa, diffusa su tutta la terra, chiama i suoi figli a vegliare in preghiera.
Questa è una notte di veglia in onore del Signore. I fedeli devono assomigliare ai servi che, con le lampade accese, aspettano il ritorno del loro Signore, perché quando arriva li trovi vigilanti e li inviti a sedersi a tavola.
Il testo per celebrare la veglia di Pasqua lo potete scaricare qui.
In questa pagina trovate anche il video che integra e accompagna la preghiera
Il testo per pregare le lodi del Sabato santo lo scaricate cliccando qui
Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita.
Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.
(Papa Francesco – Meditazione per la preghiera in tempo di epidemia)
Il Venerdì santo è giorno severo per noi cristiani, giorno caratterizzato dal silenzio e dall’attesa. È la croce che domina questa giornata e che è al centro della nostra preghiera.
Per la preghiera del venerdì santo potete scaricare:
Il primo documento di un Papa esprime generalmente il “programma” del suo futuro pontificato, definendo quale sia il tema che più sente urgente e sul quale desidera che i cristiani riflettano e si attivino con passione e fiducia.
“Magnifica Humanitas” non è un documento “su” o – tantomeno – “contro” l’Intelligenza Artificiale, quanto il richiamo – come dice il titolo stesso – alla bellezza della umanità in tutte le sue dimensioni e sfaccettature.
Papa Leone ci sollecita su un aspetto che – purtroppo – nel caos e nel vortice della nostra società e delle nostre vite – spesso dimentichiamo: qualsiasi progresso, strumento, innovazione non possono mai sostituire o relativizzare la grandezza di una persona. Non dell’umanità in genere: della persona.
Ogni persona è preziosa e portatrice di una dignità e ricchezza che non si possono svalutare o minimizzare difronte alla potenza del progresso.
Dice Papa Leone:
Il nostro rapporto con la vita sembra oggi in crisi. Tutto ciò che appare come “limite” – incapacità, malattia, vecchiaia, sofferenza, vulnerabilità – tende a essere letto anzitutto come difetto da correggere, più che come luogo in cui l’umano matura e si apre alla relazione. Invece dobbiamo ricordare che l’umano non fiorisce malgrado il limite, ma spesso attraverso il limite.
Custodire l’umano che è in noi e negli altri, significa permetterci di esprimere e abitare la nostra umanità e farla fiorire, creando – sì – le condizioni perché questo avvenga, ma non facendo della nostra persona un oggetto da potenziare o valorizzare solo nei suoi aspetti positivi e produttivi.
Il rischio è quello di “abdicare” alla nostra responsabilità di diventare ogni giorno più umani, delegando questo compito alla tecnologia o alle istituzioni più potenti.
Custodire l’umano che è in noi è – sì – un compito universale ma anche un atto profondamente evangelico.
Noi crediamo, infatti, in Gesù “pietra di scarto”, in colui che ha fatto della sua umanità fragile e mite la tenda che accoglie gli uomini e le donne feriti, peccatori, marginali e dimenticati.
Noi guardiamo a Gesù “pietra angolare”, sua cui appoggiare la costruzione della nostra esistenza e della nostra umanità.
Noi seguiamo Gesù “pietra di inciampo” per i potenti che opprimono l’umanità sfinita dalle guerre e dalle logiche dello “scarto”.
E anche all’interno della Chiesa e della nostra comunità vorremo essere “pietre di scarto” che accettano di non essere squadrate e perfette ma “tenere” e difettose per raccontare un Vangelo di prossimità.
Corriamo, infatti, anche noi il rischio – serio – di seguire una logica “funzionale”, cioè dove le persone sono cercate e valorizzate al fine di fare andare avanti la “macchina parrocchiale”, o per “coprire” i buchi che inevitabilmente si creano nelle attività.
Custodire l’umano è un compito che lo stesso Vangelo ci sollecita a compiere perché è lo stesso Vangelo a custodirci nella nostra umanità.